
Ti puoi mettere pure alla supina
Finché il nemico tuo non sia sconfitto,
però te Se ne andrebbe la cinquina
se tu facessi danni sul soffitto.
Più stai attento alla donna malandrina
ti fa del male e tu dovrai stare zitto
e in caso ci mettessi l'avvocato
perdi più di quanto hai guadagnato.
(Cesare Terzoni)
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Copia anastatica del Quaderno Ciclistile a Cura di Edmondo Casadidilo, Pietro Capuzi e la Resistenza nel Maceratese.
Scuola- Ricerca 1 circolo Ricerca Didattico Tolentino.
Con le prefazioni di
Francesco Rocchetti - Presidente Comitato ANPI Prov. Macerata
Venanzina Capuzi - Vicepresidente ANPI "sez. Capuzi" di Visso, Ussita Castelsantangelo sul Nera
24 Pagine (16*22) B/N
Dall'Introduzione di Venanzina Capuzi
“Pietro Capuzi e la Resistenza nel Maceratese” ricostruisce la storia del grande comandante partigiano, inserita nel contesto dei drammatici fatti avvenuti nel nostro territorio dopo l’ Armistizio. Con sintetica chiarezza vengono esposte le vicende accadute in un lasso di tempo breve ma decisivo per Marche e Umbria, nove mesi circa, dall’ 8 settembre 1943 al 9 maggio 1944, giorno in cui Pietro Capuzi, dopo essere stato catturato dai nazifascisti a Macereto, fu portato al comando tedesco di Ussita e poi condotto in località Vena d’ Oro, dove fu fucilato. Dagli eventi storici raccontati emerge anche la vicenda personale di un uomo, così simile eppure così diversa da quella di migliaia di italiani che in un momento drammatico scelsero da che parte stare e pagarono con la vita la propria scelta.[...]
Ma se si eccettuano alcuni articoli di giornale, alcune lettere di Giuliano Vassalli e di Sandro Pertini, tra cui quella del 26 maggio 1975 ad Augusto Pantanetti (“Io ho conosciuto il bravo Pietro Capuzi qui a Roma nel settembre 1943. Uomo onesto, coraggioso e generoso…”, scrive), e i riferimenti anche importanti alla figura e all’ operato di Capuzi in libri che non hanno come tema centrale il comandante vissano, nessuna monografia era stata scritta su di lui prima del 1979, quando Edmondo Casadidio e alcuni colleghi del 1° Circolo didattico di Tolentino effettuarono un’ accurata ricerca scolastica su Pietro Capuzi, che venne poi stampata e divulgata, corredata da interessanti schizzi di luoghi e personaggi realizzati da Alessandro Rocchi. In questo libro così piccolo e così importante, sono state raccolte anche le testimonianze di chi ha conosciuto personalmente e frequentato come amico, Pietro Capuzi. Spiccano tra le fonti orali riportate i nomi di alcuni vissani di valore che quelli della mia generazione hanno conosciuto, come Aimone Cioli, Antonio Buzzacconi, Angelo Capuzi, che con Ascenzo Montebovi, autore della poesia intitolata “A Pietro Capuzi”, hanno voluto lasciare anche la loro testimonianza perché la memoria di quella figura e di quell’ impegno, così importante per il nostro territorio e per il nostro Paese, non andasse perduta.